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Borghi da visitare in Friuli

Borghi da visitare in Friuli: i 6 borghi più belli

Last Updated on 1 mese by Michele Valente

Il Friuli è una regione forse poco conosciuta. Forse per la sua posizione, non propriamente di passaggio e accantonata lassù in alto. Eppure è una zona ricca di tradizione e storia, con buon cibo, natura rigogliosa e dei borghi bellissimi da visitare sparsi lungo tutto la regione.

Ho avuto modo di andare in Friuli svariate volte e vederne molti angoli. Ma i borghi hanno sempre un fascino particolare.

Andiamo a scoprire quali sono i borghi più belli del Friuli secondo me.

Pesariis

Pesariis borgo da visitare nel friuli

 

Il primo borgo da vedere in Friuli di cui ti vorrei parlare è Pesariis, il paese degli orologi. E’ un paese della Val Pesarina in provincia di Udine e deve la sua fama alla tradizioni dei mastri orologiai.

Non si sa da dove provenga questa tradizione: si dice da un pirata genovese in fuga con la passione degli orologi, oppure dai Cramars, una popolazione di origine germanica con la tradizione degli orologi.

Lungo le vie del paese è possibile vedere 15 orologi e fanno parte del Percorso dell’Orologeria Monumentale: 15 particolarissimi orologi sparsi lungo le vie del paese tutti da ammirare: meridiane, orologi ad acqua, orologi a palette giganti, a campane ma soprattutto orologi che indicano la posizione dei pianeti e delle costellazioni. Da vedere tutti e 15.

Oltre al percorso, nel borgo si trova anche il Museo dell’Orologeria Pesarina, un museo che raccoglie orologi dal 1600 in poi, ripercorrendo la storia e la tradizione della famiglia Solari, la famiglia di Orologiai più famosa di Pesariis.

Sauris

Sauris borgh i da visitare in friuli

 

Suddiviso tra Sauris di Sopra e Sauris di Sotto, questo borgo situato a 40 minuti di auto da Pesariis è famoso per il suo prosciutto crudo. Questo borgo della Carnia è davvero molto carino ma il punto forte sta senza dubbio nel cibo e nelle attività da fare al lago.

Il crudo di Sauris si suddivide tra classico e riserva e si ottiene dall’affumicatura da legno di faggio. E’ possibile assaggiarne un po’ ovunque. Al prosciuttificio Wolf è possibile anche fare una visita guidata per ammirarne tutto il processo di produzione.

Sauris ha una forte componente linguistica di origine tedesca. Infatti Sauris è conosciuta come Zahre. E qui si produce la stessa birra Zahre: bionda, rossa oppure affumicata.

Il lago di Sauris, infine, è un lago di origine artificiale: qui d’estate è possibile fare sport come windsurf, utilizzare i pedalò e passare sopra il lago con la zip line.

Venzone

Venzone borghi del friuli da vedere

 

Venzone è considerato il borgo simbolo della rinascita friulana: il terremoto del 1976 lo rase quasi al suolo. Fu ricostruito quasi per intero con la tecnica dell’anastilosi, basandosi sugli archivi fotografici dell’epoca. Da allora, gli edifici sono stati costruiti con tecniche antisismiche diffuse in tutta Italia.

Venzone ha vinto il premio come Borgo dei Borghi nel 2018 ed è famoso per le mummie. Si trovano a fianco del Duomo di San Michele, che ti consiglio di visitare. Situate nella cripta di San Michele, le Mummie di Venzone furono scoperte nel 1600 circa e la più vecchia risale al 1300 circa. Le altre furono portate alla luce tra il 1800 e il 1900. Per vederle si acquista il gettone al bar.

Venzone è anche famosa per due eventi: la festa della zucca, che si tiene il quarto weekend di ottobre, e la festa della lavanda in agosto.

Cividale del Friuli

Cividale del Friuli borgo da visitare

 

Il borgo del Diavolo: cos’ è chiamato Cividale del Friuli. E’ noto per il ponte del Diavolo, così chiamato per la leggenda che vi aleggia.

Questo ponte con archi asimmetrici collega le due sponde del Natisone. La leggenda ha due versioni. una dice che l’asimmetria del ponte sia dovuta al fatto che il diavolo mise una roccia nell’acqua per favorire la costruzione del ponte. L’altra dice che i Cividalesi chiesero aiuto al Diavolo nella costruzione del ponte. Questi lo costruì in una notte. Ma chiese un’anima. Gli abitanti lo ingannarono facendo passare sul ponte un animale.

A Cividale del Friuli c’è anche una fortissima componente barbara lasciata dai Longobardi. Al museo Archeologico Nazionale si trovano molti resti di origine Longobarda. All’interno del Monastero di Santa Maria in Valle si trova il tempietto Longobardo, una cappella lasciata dai longobardi stessi.

Anche l’Ipogeo celtico è sempre di origine Longobarda. Ma la sua funzione non è chiara, probabilmente era o una tomba funeraria oppure un carcere.

Ci sono molte altre cose da vedere a Cividale, come il Duomo, la casa medievale e le vie del Paese.

Cordovado

Cordovado quali borghi del friuli vedere

 

I due borghi di cui ti parlerò ora sono situati a pochi chilometri uno dall’altro, appena dentro al confine friulano e vicino al Veneto.

Cordovado è l’unione delle parole curtis e vado, che indicava un complesso agricolo su un guado del Tagliamento non più esistente.

Cordovado si compone di alcune case al di fuori del suo centro storico. Poco lontano dal centro si trova la Pieve di Sant’Andrea, l’edificio religioso più importante del borgo.

Camminando lungo la via principale è possibile anche vedere il castello di Cordovado: al suo interno, oltre al castello, è possibile vedere il giardino fiorito, composto da azalee, peonie e rose.

Sesto al Reghena

Sesto al Reghena borgo friulano da visitare

 

Il borgo di Sesto al Reghena è l’ultimo di cui ti parlo. Sorge sul fiume Reghena e i primi insediamenti risalgono all’età del bronzo. La parola sesto è di origine romana: essedo una “statio” di rifornimento militare, era situata alla sesta pietra miliare che andava da Concordia Sagittaria ai territori romani del nord.

L’attrazione principale di Sesto al Reghena è l’abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis, risalente all’VIII secolo.

All’interno dell’abbazia si trovano alcuni affreschi di Antonio da Firenze, mentre nella parete sud si trova l’incontro dei tre vivi e dei tre morti, una rappresentazione medievale della morte. Sempre al suo interno si trova anche l’urna di Santa Anastasia.

Sesto al Reghena è anche uno dei luoghi famosi per essere narrati nelle “confessioni di un Italiano” di Ippolito Nievo.

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