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La burrida è un piatto gustoso condito con una salsetta a base di fegato dello stesso pesce, noci tritate e aceto da servire come antipasto o secondo.

Di provenienza cagliaritana,  la burrida sarda differisce da quella ligure. In Catalogna esiste un piatto identico chiamato borida, e in Corsica esiste una pietanza uguale chiamata guisat de bacallà.

La ricetta che oggi si prepara in Sardegna è di origine medievale,  ha perso ingredienti nel corso del tempo.

La burrida tradizionale era un misto di pesce tagliato a piccoli pezzi, cucinato in umido con olio di oliva, pinoli, funghi, capperi, prezzemoli e aromi.

Nelle varianti più odierne, la burrida è accompagnata da triglie, seppie, moscardini, coda di rospo, cipolle, pomodori, vino bianco, ingredienti vegetali classici.

In alcune versioni della ricetta viene aggiunta una piccola quantità di acciughe da far soffriggere insieme agli aromi (aglio, cipolla, prezzemolo, carota, ecc…).

INGREDIENTI

DOSI: per 4 persone

TEMPO DI PREPARAZIONE E DI COTTURA: A seconda delle varianti e degli ingredienti impiegati il tempo di preparazione può andare dall’ora alle due ore abbondanti.

-800 gr di pesce in tranci (palombo o razza o tonno ecc.)

-farina

-olio

-1 spicchio d’ aglio

-aceto

-50 gr di pinoli

-50 gr di gherigli di noci tritati

-2 cucchiai di pangrattato

-sale

-pepe

-noce moscata

PROCEDIMENTO

Sciacquate e asciugate i tranci di pesce, infarinateli leggermente e friggeteli nell’ olio; appena dorati da ambo le parti, scolateli, disponeteli in un piatto di portata e salateli.

In un tegame soffriggete in 6 cucchiai d’ olio l’ aglio, toglietelo, versate mezzo bicchiere di aceto e altrettanta acqua.

Bollite qualche minuto, aggiungete il trito di pinoli e noci, il pangrattato, sale e pepe e date una grattugiata di noce moscata.

Rimescolate e, dopo pochi minuti, versate il tutto sul pesce. Fate raffreddare, coprite, lasciate risposare un giorno e quindi servite.

A cottura ultimata servite la zuppa con fettine di pane tostato. Il vino consigliato per accompagnare questa ricetta è Vernaccia di Oristano.

CONSIGLI

La terrina deve essere tenuta al fresco (non in frigo) per almeno 24 ore prima di essere servita e consumata, teoricamente è possibile servirla anche calda ma si è soliti lasciarla riposare per circa una giornata e servirla fredda.

La difficoltà è pulire i pesci, per togliere la pelle ci vuole un po’ di esperienza e molta pazienza, se siete alle prime armi chiedete aiuto al pescivendolo.

Disponete il pesce lessato in un tegame di terracotta e coprire con la salsa ancora calda, considerando che i tocchi di pesce devono essere completamente coperti dall’abbondante salsa.

 

 

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