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Cividale del Friuli: un po’ di storia

 

Cividale del Friuli è una cittadina di circa 11.000 abitanti che si trova  a 17 km da Udine, ai piedi dei colli del Friuli Orientale. Fu fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Julii (successivamente esteso a tutta la regione) e nel 568 d. C.  divenne sede del primo ducato longobardo nella penisola italiana. A partire dal 737 d. C. fu, per alcuni secoli, residenza dei patriarchi di Aquileia. In seguito venne assoggettata al dominio di  Venezia fino al periodo napoleonico, quando con il trattato di Campoformido passò all’Austria e, più tardi venne inserita nel Regno Lombardo Veneto.

 

Nei decenni successivi entrò a far parte del Regno d’Italia, fu vittima di un pesante bomardamento durante la prima guerra mondiale e fu occupata dalle truppe tedesche tra il 1943 e il 1945. Patrimonio Unesco dal 2012, ospita diversi luoghi di interesse storico artistico, quali il Museo archeologico, il Tempietto longobardo, il Ponte del diavolo e l’ipogeo celtico.

 

Veduta sul Natisone

Turismo esperenziale di Cividale

 

Cividale è anche una meta imprescindibile per gli amati dei tour enogastronomici, grazie a un’ offerta culinaria che unisce i sapori di tradizione friulana a quelli della vicina Slovenia, e alla produzione vitivinicola DOC dei Colli Orientali, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

 

Da qualche mese, grazie al progetto Artès, volto a valorizzare un tipo di turismo esperenziale, esiste la possibilità di scoprire la storia e le tradizioni di Cividale, attraverso la voce dei suoi protagonisti quotidiani. Un tour inedito, ideato da Giovanna Tosetto, guida turistica regionale appassionata e intraprendente, operatrice del turismo esperenziale, che ci porta dentro i locali storici della città e all’interno di luoghi esclusivi normalmente non accessibili al pubblico.

Ho avuto la possibilità di partecipare a questo tour in fase sperimentale e vorrei raccontarvi le mie impressioni.

 

Trattoria “Ai tre re”

 

Il punto di partenza è la storica trattoria “Ai tre re”, recentemente restaurata. La volontà di mantenere viva la tradizione si percepisce non solo dal menù che presenta specialità culinarie regionali e ottimi vini locali, ma anche negli arredi e nelle decorazioni: colpiscono i piatti di ceramica bianca di diverse forme e dimensioni appesi alle pareti delle tre piccole sale, realizzati in una piccola fabbrica del Medio Friuli, che conserva  gli stampi e le matrici delle stoviglie tipiche friulane e che rifornisce tutto il territorio di souvenir decorati a mano.

 

Ci riuniamo attorno al tradizionale fogolar e, mentre sorseggiamo un caffè, Giovanna si presenta e ci spiega brevemente che cosa faremo.

 

Cosa vedere a Cividale del Friuli

Piazza Paolo Diacono

 

Camminando attraverso le caratteristiche stradine medievali che collegano le diverse zone della città, arriviamo in Piazza Paolo Diacono. Circondata da coloratissimi edifici storici di varia natura, nei quali si distinguono diversi stili architettonici, testimonianza di epoche differenti, la piazza nel corso dei secoli è stata luogo di scambi, di riti religiosi e istituzionali.  Da lì procediamo verso Corso Mazzini, dove ci aspettano gli esercenti di alcune attività storiche: L’alimentari Scubla, che conserva in parte gli antichi arredi, la ferramenta dei fratelli Piccoli e la farmacia Fornasaro, con il suo piccolo e curato museo di strumenti medici e da laboratorio antichi.

 

Farmacia Fornasaro

 

Ci parlano delle loro famiglie e delle loro attività che hanno visto quasi un secolo e mezzo di storia e che sono cresciute adattandosi ai mutamenti della società. L’amore profondo per ciò che fanno da una vita si percepisce nella loro voglia di raccontarsi: cercano di comunicarci la loro passione. Rispondono alle nostre domande; scambiamo qualche battuta; accettano di fare un selfie con noi . Li salutiamo grati di averci dedicato il loro tempo, anche se è una giornata lavorativa e, forse, stiamo disturbando.

 

Proseguiamo. Mentre raggiungiamo Piazza Duomo Giovanna continua a descriverci le meraviglie di questa città, che non è la sua città, anche se la passione con cui ne parla direbbe il contrario. Scopriamo (anche se alcuni di noi lo sanno già) che Cividale ospita ogni anno il Mittelfest, un importante festival internazionale di musica, danza, teatro e arti figurative e una mostra permanente di burattini dedicata a Vittorio Podrecca, impresario del teatro delle marionette conosciuto a livello mondiale.

 

La tappa successiva è il monastero di clausura di Santa Maria in Valle, fino a qualche decennio fa residenza delle monache Orsoline, dove conosciamo una signora (di cui non ricordo il nome) che in questo edificio ha frequentato la scuola dell’obbligo. Ricordando alcuni episodi della sua infanzia, ci accompagna in una parte del monastero che di solito non è visitabile e che, ai suoi tempi, era precluso anche alle alunne. Fatica a contenere l’emozione, ma ci regala comunque qualche simpatico aneddoto sulle Orsoline e la vita in monastero.

 

Visitiamo velocemente il Tempietto Longobardo. Giusto il tempo di apprezzarne lo stato conservativo e il recente restauro. Attraversiamo il percorso aereo sul fiume Natisone, che offre una veduta panoramica di una rara bellezza e corriamo verso il panificio Cattarossi, dove abbiamo un appuntamento con il Signor Alberto.

 

 

Monastero di Santa Maria in Valle                                                                                                             

 

Il Signor Alberto, con la sua equipe di giovani fornai, ci fa vedere come si fa la Gubana, dolce tipico delle valli del Natisone. Ci accomodiamo nel laboratorio, dove  ci mostra con orgoglio che per il tredicesimo anno consecutivo il suo panificio ha vinto il Guinnes dei primati per aver prodotto la Gubana più grande del mondo e, mentre stappiamo bottiglie di vino e assaggiamo i deliziosi manicaretti che ha preparato per noi, ci racconta che porta avanti l’attività da sessant’anni, ma che quando qualcuno gli chiede da quanti anni lavora, lui risponde che nella sua vita non ha lavorato un solo giorno, si è sempre divertito. Ci chiede di noi, da dove veniamo… veniamo un po’ da tutta la Regione e lui sembra conoscere i fornai e i pasticceri di tutti i nostri comuni. Lo salutiamo con l’augurio che anche l’anno prossimo la sua Gubana possa vincere il Guinnes dei primati.

 

 

Preparazione della Gubana

 

Il nostro tour si conclude nella sede della SOMSI, Società Operaia di Mutuo Soccorso e di Istruzione che dal 1870 promuove attività culturali e didattiche, dove  Giovanna ci chiede le nostre impressioni. Non è facile rispondere. Così su due piedi dico solo che mi è piaciuto.

 

Conosco Cividale abbastanza bene. L’ho visitata in lungo e in largo e l’ho frequentata nelle uscite con gli amici. Il suo patrimonio artistico e culturale è stato oggetto di studio e analisi durante gli anni dell’Università.  Le sue meraviglie per me sono così scontate da essere come un po’ coperte da una patina di aridità. Credevo di essere ormai immune al suo fascino. E, invece, questa città al tempo stesso antica e moderna, folkloristica e anche un po’ balcanica, ha saputo sorprendermi un’altra volta, raccontandosi attraverso le esperienze dei suoi abitanti, in una dimensione emozionale unica e coinvolgente. Spero di poter ripetere il tour con la mia famiglia: per i miei figli potrebbe essere un’occasione di conoscenza irripetibile.