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Oktoberfest

Oktoberfest, il festival della birra di Monaco di Baviera

Last Updated on 4 mesi by Michele Valente

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O’zapft is!

Se leggendo queste poche parole sul vostro viso appare un sorriso nostalgico, probabilmente siete già stati in Germania, e forse avete anche partecipato all’Oktoberfest, il più grande festival della birra che esiste al mondo.

È questa, infatti, la frase con la quale ogni anno si dà il via alle bevute a alla baldoria nel grande prato denominato Theresienwiese, situato oggi nel quartiere di Ludwigsvorstadt- Isarvorstadt della bella Monaco di Baviera.

È scontato dire che la protagonista assoluta qui è la birra, ma non una qualunque. La birra simbolo dell’Oktoberfest è la Märzen, bevanda che risulta più scura rispetto a quelle moderne, e anche più forte visto che può contenere un quantitativo di alcool che può arrivare fino al 6%.

Che siate o no estimatori del boccale, l’Oktoberfest, la festa della birra di Monaco, è un’esperienza da vivere assolutamente se decidete di calpestare il suolo tedesco nelle due settimane antecedenti alla prima domenica di Ottobre.

Non vi capiterà spesso di trovarvi immersi in un’atmosfera rilassata e improntata al divertimento come quella che si respira tra i suoi tendoni della birra.

Lasciate un po’ andare la fantasia, e immaginatevi un grandissimo spazio pieno zeppo di gente, dove si mescolano le musiche tipiche bavaresi alle canzoni pop del momento, dove dalle giostre si sollevano risate e piccole urla di eccitazione e le bancarelle riempiono ogni angolo con i loro colori.

E ancora immaginate lunghe tavolate, che si riempiono dei gusti e profumi della Baviera, piatti succulenti magari serviti da camerieri che sfoggiano i colori dei loro costumi tipici; e soprattutto figuratevi gente allegra, gioviale, aperta al sorriso, che niente ha a che vedere con l’immagine stereotipata che vi hanno inculcato in mente del tedesco, freddo e distante.

Questo è quello che vi aspetta al Wiesn, nome con cui i bavaresi sono soliti indicare l’Oktoberfest. Se ancora siete scettici, e non credete che le atmosfere che si respirano nei suoi stand facciano per voi, continuate a leggere il mio articolo.

Magari avendo qualche informazione in più sull’origine di questo grande evento e su alcuni dei 34 tendoni (grandi e piccoli) che animano questo festival, vi potrete ricredere.

 

Come nasce l’Oktoberfest

Il 12 ottobre del 1810 il principe ereditario Ludwig di Baviera, futuro re Ludwig I, e la principessa Therese di Sassonia-Hildburghausen, convolarono a nozze.

Per festeggiare l’evento i cittadini di Monaco di Baviera si riunirono nel grande campo di fronte alla porta della città. Per ben 5 giorni cantarono, ballarono e diedero vita a numerose gare. Ad una di queste, la grande corsa di cavalli che si tenne l’ultimo giorno, assistettero anche i reali.

Chissà se circolava la birra in tutto quel fermento! Questo non ci è dato sapere. Quello che è certo è che l’anno seguente, visto con quanta euforia il popolo monacense aveva partecipato all’iniziativa, la corsa di cavalli venne replicata e affiancata alla prima festa agricola del luogo, atta a promuovere l’agricoltura della zona.

Questa festa ancora oggi si ripete con cadenza quadriennale, sempre in quel prato che vide iniziare il tutto e a cui venne attribuito il nome di Theresienwiese in onore della principessa Therese.

La birra affiancò per la prima volta il cibo negli stand della festa dell’agricoltura, nel 1818; si trattava di piccoli chioschi installati per l’occasione che, col passare del tempo e col diffondersi a macchia d’olio della fama di questi festeggiamenti, nel 1896 vennero sacrificati per lasciare spazio ad enormi padiglioni.

Nel 1818 apparvero anche le prime giostre dell’immenso luna park che oggi allieta il divertimento di grandi e piccini

Tra battute di arresto e gioiose riprese, l’Oktoberfest oggi è diventato un evento di fama internazionale; i suoi spazi raggruppano una folla multietnica che sembra assemblarsi in un solo corpo quando si innalza il famoso boccale da 1 litro al suono dell’universale “Prosit”.

I tendoni dell’Oktoberfest

Come ho già detto nell’introduzione, sono ben 34 gli stand che servono birra nei 420000 metri quadri del prato di Theresienwiese, 14 piccoli e 20 di dimensioni maggiori.

Il più grande di tutti è il Paulaner Festzelt, appartenente alla rosa dei birrifici storici della città, che poi sono quelli producono tutta la birra che si beve al festival. Possiamo definirlo il tendone simbolo dell’Oktoberfest: in cima alla sua torre esibisce un gigantesco boccale che ruota su se stesso.

Il più antico è invece lo Schottenhamel Festhalle. È qui che il sindaco di Monaco di Baviera apre la prima botte e spilla la prima birra che darà il via ai festeggiamenti.

Nel tendone Hofbräu-München è possibile ballare di fronte al palco, cosa non concessa negli altri stand, nello Spatenbräu Ochsenbraterei, vengono cucinati davanti ai golosi clienti, interi buoi arrosto.

Dovrei dilungarmi parecchio per descrivere le peculiarità di ogni tendone, perché, come ormai avrete inteso, ciascuno di essi sviluppa un tema che lo rende unico all’interno della grande festa. Per questo ho fatto una prima approssimativa selezione, basandomi più che altro su ciò che io visiterei se mi trovassi alla festa della birra. Poi logicamente starà a voi muovervi come meglio credete all’interno dei suoi spazi.

Augustin Festhalle

Gestito dal più antico birrificio di Monaco di Baviera, nel tendone Augustiner viene servita l’Augustiner Oktoberfest, birra spillata da enormi botti di rovere dalla capacità di 200 l che ne mantengono inalterate le caratteristiche organolettiche.

È il tendone preferito dalle famiglie bavaresi, quello più tranquillo tra i tanti che invadono il Theresienwiese e dove si sentono risuonare le musiche tipiche della Baviera.

Rappresenta la brezza d’innovazione del festival, in quanto è stato il primo stand ad accogliere una banda musicale nel lontano 1902.

Questa sua idea venne poi ripresa negli altri capannoni, ed oggi è diventata una delle attrattive maggiori della festa della birra dove si possono gustare, per l’appunto, cibo ottimo e boccali sublimi attorniati da musica dal vivo.

Fischer-Vroni

Il Fischer-Vroni è il tendone perfetto per chi ama il pesce. I suoi famosi spiedini di pesce grigliato possono essere mangiati tranquillamente mentre si passeggia tra le meraviglie dell’Oktoberfest, visto che insieme ad altre specialità culinarie, vengono venduti anche fuori dal capannone.

La birra che viene servita è la Augustiner, ma qualcuno potrebbe pensare di averne già ingoiata troppa se si accomoderà ai suoi tavoli l’ultima sera del festival.

Tranquilli, non sarete ubriachi: è normale venire serviti da un cameriere che indossa il Dirndl, tipico costume bavarese femminile, o da una donna con i caratteristici pantaloni in cuoio… è tutto normale… almeno qui dentro…

Schützen-Festzelt

Dal 1850 nel Theresienwiese troneggia la Statua della Baviera, che è diventata uno dei simboli della festa. Nei suoi pressi si trova quello che io ritengo uno dei tendoni più caratteristici, lo Schützen-Festzelt; sono sicura che sarà particolarmente apprezzato da chi ama le gare sportive visto che al suo interno, ancora oggi, vengono svolte gare di tiro con l’arco in ricordo della destinazione originaria di questo spazio ampliato e rivisitato.

Nei suoi tavoli, accanto a stracolmi boccali di Löwenbräu, vengono servite specialità culinarie di tutto rispetto; tra esse spicca il pancake con uvetta e prugne imbevute nel rum, una vera delizia per gli amanti dei dessert.

Hacker-Festzelt

Nel mio elenco non poteva mancare il tendone più scenografico di tutto l’Oktoberfest, i cui dipinti particolareggiati che disegnano pareti e soffitto gli sono valsi il nome di “Cielo di Baviera”.

È uno stand frequentato soprattutto dai giovani che amano accompagnare con trascinanti musiche rock i loro lauti pasti. Le band che allietano le serate si posizionano sopra il palco girevole situato in mezzo alla sala, rendendo ancora più spettacolare l’atmosfera.

È gestito da uno dei birrifici storici di Monaco e spilla una birra unica, prodotta in esclusiva per il festival: la Hacker-Pschorr.

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