Settembre 1, 2019

Piatti tipici veneziani: cosa mangiare e dove mangiare a Venezia

Storia gastronomica di Venezia

Venezia, una delle città più belle al mondo, si trova in Veneto, è stata per secoli un fondamentale fulcro dei commerci tra occidente ed oriente e da questo si comprende alcuni piatti tipici di questa città che utilizzano prodotti non del territorio. Le spezie e i profumi proveniente dal lontano Oriente ma anche il baccalà pescato nel Mar Baltico stanno a spiegare la ragione per la quale, la Serenissima, ha potuto inserire tra i prodotti del territorio anche alcune preziose contaminazioni gastronomiche.

E’ proprio verso l’anno Mille che la città ha iniziato ad utilizzare alimenti provenienti da Paesi lontani, miscelandoli con quella che era una cucina povera composta da frutti della terra e il pescato del Mar Adriatico. Furono proprio le spezie ad arricchire quelli che erano stati fino a quel momento, gli umili piatti che venivano cucinati in tutte le case.

 

Influenza orientale nella cucina veneziana

L’influsso apportato dalle spedizioni in Oriente di Marco Polo ma anche dai pellegrini che raggiungevano Venezia per imbarcarsi alla volta della Terra Santa, hanno contribuito non poco ad originare quella che sarebbe divenuta la cucina della tradizione di questa città che ha saputo creare dei piatti unici sfruttando l’uso delle spezie.

Per dare una vaga idea è sufficiente sapere che in un documento del Trecento, un ignoto cuoco la lasciata scritta la ricetta denominata ‘pollo allo zenzero’ dove veniva precisata la quantità necessaria di questa spezia che serviva per insaporirne le carni.

 

Le basi della cucina veneziana

Inutile sottolineare il fatto che il riso – altro prodotto proveniente dall’Oriente – fu un ingrediente che la cucina veneziana acquisì senza indugio e che originò uno dei piatti più conosciuti: ‘riso e bisi’ che la tradizione lo ha legato alla festa di San Marco dove da secoli è un rito, il suo consumo proprio nel giorno del Santo della città.

 

Piatti di pesce e frutti di mare

La base della gastronomia veneziana è costituita da piatti di pesce e di frutti di mare, come logica conseguenza di una città che si trova sull’acqua e che da sempre ha fatto affidamento sulla pesca per mangiare. ‘Seppie col nero’ e le universali ‘Sarde en saor’ piatto che regala un intenso sapore agrodolce (uva passa, pinoli, cipolla, aceto) a quello che è un comunissimo pesce umile destinato a chi non poteva permettersi altro.

 

Cacciagione

Venezia ha saputo trarre vantaggi anche dall’entroterra non solo per ortaggi e le verdure, ma soprattutto per la cacciagione che viene cotta allo spiedo dopo essere precedentemente condita ed arricchita di aromi.

Imperdibili per i cultori della buona tavola il piatto ‘polenta e osei’ composto da spiedini di uccelletti (ideali sono le quaglie) che vengono infilzati negli spiedini alternando gli uccelli a pezzi di pancetta o lardo e pezzetti di carne di maiale, ovviamente il piatto viene accompagnato dalla polenta (in questo caso, morbida).

 

Le specialità veneziane

Le specialità veneziane sono ricollegabili alla rustica ‘pasta e fasioi’, al ‘fegato alla veneziana’, al ‘petto di anatra in agrodolce’ e ai tanti dolci come le ‘fritole’, le ‘fugasse’, i ‘baicoli’ e i ‘galani’. Diffusissimi i ‘cicheti’ che accompagnano a qualsiasi ora del giorno, un buon bicchiere di vino o anche un aperitivo o di spritz. Si tratta di piccole porzioni a base di pesce ma anche di carne o salumi e possono trattarsi di preparazioni complesse o anche semplici: dal baccalà mantecato ai folpetti in umido, dalle alici marinate alle sarde en saor, senza dimenticarsi i deliziosi fritti.

Venezia presenta due volti a proposito di ristorazione: da una parte ci sono i tradizionali ristoranti (la maggioranza di questi sono decisamente turistici da evitare accuratamente) dove degustare la gastronomia veneziana; e dall’altra parte ci sono i bacari.

I bancari sono piccoli locali dove è possibile bere del vino accompagnandolo con i famosi cicheti che sono necessari sia perché, saporiti alimentano la sete e per non bere vino a stomaco vuoto. Erano questi dei posti dove i veneziani DOC amavano fare due ciacole (parole) parlando di tutto e di più, bevendo la classica ‘ombra’, ossia un bicchiere di vino. Di questi locali ne restano davvero pochi che tuttavia meritano di essere considerati in questa nostra lista.

 

Mangiare al ristorante "Da Fiore"

Nella selezione dei ristoranti tradizionali non può mancare ‘Da Fiore’ (San Polo 2022) nelle immediate vicinanze di campo San Polo che è gestito da molti anni dalla stessa famiglia che ha saputo miscelare sapientemente la cucina veneziana con alcune interessanti contaminazioni creative. Sono rispettati i piatti tipici come le moeche e gli antipasti di pesce crudo (non sushi!) che offrono l’occasione per assaporare i gusti della tradizione.

 

Mangiare in un antico bacato "Vecio Fritolin"

Degno di nota un antico bacaro, oggi ristorante che è il ‘Vecio Fritolin’ (Calle della Regina, Santa Croce 2262) molto noto in città per via della tradizione degli ‘scartossi di pesse’ ossia dei cartocci di pesce fritto come quello che si preparava nel Settecento e che si consumava per strada (altro che Street Food dei giorni nostri). E’ proprio grazie ai suoi speciali fritti di pesce che questo locale è da sempre apprezzato dagli stessi veneziani DOC.

 

Mangiare al "Cà d'Oro"

Un bacaro con oltre un secolo di vita (gestito sempre dalla stessa famiglia) è il Cà d’Oro detta alla Vedova (Ramo Cà d’Oro, Cannaregio 3912) dove non solo l’arredamento crea l’atmosfera grazie a manifesti, quadri d’epoca, pentole di rame, ma soprattutto da quello che si vede all’interno della vetrina dei cicheti tra sarde en saor, polpettine di carne, uova con acciuga e folpetti. Inutile sottolineare la bontà del vino proposto. Unica pecca: non fanno caffè.

 

Altri bacari dove mangiare

Altri bacari che meritano una menzione sono: ‘l’Enoteca Mascareta’ (calle Lunga Santa Maria Formosa, Castello 5183) dove oltre ai cicheti si può ordinare anche altro come risotti di pesce, pasta e fagioli, seppie in umido e altro ancora e dove si resterà piacevolmente in compagnia grazie all’accoglienza del paròn del locale; e il ‘Cantinone già Schiavi’ (Dorsoduro 992, San Trovaso) dove si degusta restando in piedi cicheti a base di baccalà mantecato, seppie a fettine, crostini varie e dell’ottimo vino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla newsletter

Potrebbe interessarti


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/famigliavalente/public_html/wp-includes/class-wp-list-util.php on line 164

Contatti

Per collaborazioni e richieste via email
info@famigliainfuga.com
+39 392 29 10 674
Logo del blog di viaggio famigliainfuga 300x100

Seguimi

Copyright by Michele Valente
2017 - 2021
envelope linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram