Quando sei bambino tutto ti sembra enorme. Quando senti parlare del “mondo” a te sembra l’equivalente dell’infinito.

 

Quando i tuoi genitori ti portano a Venezia in treno, e la meta potrebbe essere Milano, Roma, Firenze, ma a te sembra comunque di aver fatto il viaggio più lungo della tua vita. Il bello di essere bambini è proprio questo. Tutto è nuovo, tutto è bello, tutto è una scoperta continua.

 

Quanto sono belle queste emozioni, sono pure e scommetto che daresti l’anima per visitare una meta con gli stessi occhi entusiasmati di tuo figlio!

 

Perchè ho introdotto questo articolo così? Perchè oggi voglio darti la mia opinione sul fatto di abituare i figli sin da piccoli a viaggiare.

 

Ti racconto un aneddoto che a distanza di tanti anni mi ha fatto riflettere sulla mia passione per i viaggi, non importa quando, non importa dove, non importa come, l’importante è partire e pianificare.

 

Qualche anno fa, una sera mio padre mi portò un regalo. Quel regalo era la guida del mondo edita da un noto tour operator, per ogni Stato racconta i tratti salienti che interessano a tutti i turisti, in più descrive il luogo tramite un cd e un libro. Questa cosa mi ha sempre affascinato, sai perchè?

 

viaggiare con i figli piccoli

 

Perchè quando ti trovi in un posto nuovo ti trovi immerso in una cultura distante dalla tua, con profumi, suoni, abitudini, ritmi, sapori diversi; e tu quando leggi la meta descritta in questa guida hai la possibilità solo leggendo quel libro o ascoltando quel cd consigliato, di assaporare in anticipo il tuo viaggio.

 

Io questo l’ho sempre trovato fantastico!

 

 

Immaginati di essere un bambino e di avere tra le mani questa guida, la sfogli guardando le figure e intanto sogni, magari chiedi a tuo papà quanto è lontano il Perù, piuttosto che gli Usa o ancora la Germania, lui ti risponde leggendo assieme a te quella guida.

 

Il tutto per finire con la tua semplice domanda: “Papà, quando mi porterai qui? (Indicando un punto sulla mappa)”.

 

Trovo che questo mio aneddoto riassuma il fulcro di questo articolo.

 

Insomma, in fin dei conti io ho iniziato ad amare i viaggi così, i mei da piccolina (e quando dico piccolina parlo di pochi mesi) mi hanno sempre portata ovunque, mare o montagna, vicino o lontano che sia.

 

Credo proprio che questo abbia influenzato la mia storia, già, per me quando si parla di pianificare un viaggio mi entusiasma ancora oggi, che sia per me o per qualcuno che mi chiede qualche consiglio.

 

Penso di averlo nel sangue.

 

E abituare un bambino a godere di ogni piccola cosa nuova e diversa è una scuola di vita preziosa, che sicuramente lo porta a riflettere, a essere curioso, a interagire verso chi non è unguale a lui senza paura.

 

La cosa più bella poi sono i ricordi al rientro, quando vuoi raccontare tutto quello che hai fatto, che hai visto di nuovo e quasi ti ritrovi senza fiato dall’entusiasmo.

 

Quello che voglio dirti è che tuo figlio da grande ti ringrazierà per tutto questo, io lo faccio ancora oggi, anche se a te semprerà sul momento che lui non abbia dato importanza al fatto di essere via da casa.

 

Quindi regalagli una guida, leggila assieme a lui e raccontagli quanto bello è vedere il mondo.

 

Vuoi sapere ancora una cosa? Io quella guida ce l’ho ancora e la tengo come se fosse un libro d’oro, a quella poi ne ho aggiunte altre ma la prima che vado a sfogliare è proprio quella!

 

Ringrazio Chiara e Michele – Famiglia in fuga per avermi ospitato con questo articolo!

Ylenia – Viaggia con Yle (www.viaggiaconyle.it)