Turismo in mare: alla scoperta del pescaturismo
Turismo esperienziale: pescaturismo
Quando una famiglia con bambini deve organizzare le vacanze, cerca sempre di individuare delle soluzioni che facciano divertire i bambini e, soprattutto, arricchiscano il loro bagaglio di esperienze con allegria.
Perché se i bambini imparano divertendosi, i genitori riescono a rilassarsi ed essere soddisfatti della scelta.
È, dunque, al turismo esperienziale che si affacciano i turisti alla ricerca di attività stimolanti e formative da svolgere nelle mete turistiche che più preferiscono.
Le località turistiche italiane maggiormente frequentate, come la Campania, la Puglia, la Toscana e la Sardegna, hanno scelto di creare nuove opportunità di lavoro nel meraviglioso mondo della pesca ed è per questo che è divenuta molto in voga la pratica del pescaturismo.
Il pescaturismo ha lo scopo di rendere partecipe il turista di tutte quelle attività che, quotidianamente, i pescatori del luogo svolgono per portare in tavola le grandi varietà di pesce che il mare italiano offre.
È così che il pescaturista di tutte le età può godere della grande opportunità di vivere una vacanza all’insegna della scoperta delle coste, ammirando tutto ciò che il mare riesce a donare, con il privilegio di osservarlo con gli occhi e il cuore di chi lo solca per lavoro e per passione.
In Italia il pescaturismo è legalmente regolamentato e consente ai pescatori in possesso di licenza di svolgere la pesca artigianale integrandola ad un’attività turistica che li autorizza (nel rispetto di tutte le norme e dotati delle attrezzature di sicurezza) a far salire i turisti a bordo della propria imbarcazione da pesca per consentirgli di osservare il loro lavoro e divulgare la cultura del mare e della pesca, organizzando anche delle escursioni lungo le coste.
Sviluppatosi nell’ambito del turismo responsabile, il pescaturismo mira alla valorizzazione delle realtà sociali, ambientali, tradizionali e culinarie, dando la possibilità ai pescatori di incrementare il proprio introito attraverso la riscoperta dei luoghi marinari e delle tradizioni tipiche di ogni realtà costiera in cui il mare fa da padrone.
I visitatori che scelgono di trascorrere una vacanza da pescaturisti possono praticare delle immersioni ed esplorare i fondali marini, per lasciarsi affascinare dalla flora e dalla fauna che li abitano.
Le guide di questo viaggio sottomarino sono coloro che più conoscono il mare, ovvero i pescatori, grazie ai quali sarà anche possibile imparare l’arte della pesca professionale, osservando le loro tecniche e abilità sul peschereccio, praticare la pesca sportiva a bordo e mangiare il pesce appena pescato.
Inoltre, uno dei pregi del pescaturismo è quello di essere un’attività che si può praticare tutto l’anno, senza limiti di stagionalità, purché sia praticata di giorno, a meno che l’imbarcazione sia munita di cuccette per la notte, in modo da far godere ai turisti anche del fascino della pesca in notturna, come la pesca al totano con la luce ad acetilene o la pesca con le lenze del calamaro, pagello, occhiata e bopa.
Pescaturismo in Puglia: Porto Cesareo è la meta ideale
Tra le tante meravigliose località turistiche che la costa mediterranea offre, una delle più frequentate per praticare pescaturismo è Porto Cesareo, in cui si pescano le squisite triglie.
Famosa per il suo porticciolo colorato e il mercato del pesce, Porto Cesareo si affaccia sulla costa ionica, a pochi chilometri da Lecce, nella Terra d’Arneo, ed è una delle mete turistiche più amate del Salento. Racchiude l’Area Marina Protetta e la Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera, oltre che la Stazione di Biologia Marina, che si occupa di controllare lo sfruttamento delle risorse ittiche, e il Museo Talassografico.
Alloggiando in una bella casa vacanze a Porto Cesareo, a pochissimi metri dal mare, si avrà assicurata una vacanza quanto più rilassante e formativa possibile negli oltre 17 chilometri di spiagge finissime e mare da fare invidia alle isole caraibiche.
Il caratteristico porticciolo di Porto Cesareo consente l’attracco solo a piccole imbarcazioni non superiori ai tre metri, per lo più di pescatori e alcune turistiche, autorizzate a praticare pescaturismo.
Nel Museo di Biologia Marina “Parenzan” si possono osservare circa 900 reperti di specie rare di pesci, tartarughe, uccelli e mammiferi, spugne, coralli, crostacei e conchiglie. Dispone, inoltre, di un dettagliato algario e un’area dedicata ai pesci abissali e ai mostri marini.
Fondato nel 1966, il museo custodisce mezzo secolo di viaggi e studi della flora e della fauna dello Ionio condotti dal professor Pietro Parenzan, che decise di donarli all’Università di Lecce, insieme a un ricco archivio fotografico e una biblioteca.

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