Più che terme relax, un parco acquatico per famiglie
Premessa: Questa è la nostra esperienza in un giorno festivo, ma è sicuramente reale e non condizionata da niente e da nessuno, solo dalla delusione di aver fatto 4 ore di auto per tutto questo….
5 gennaio alle Terme Theia, la mia (dis)avventura
Era qualche anno che non tornavo alle Terme Theia di Chianciano. Ricordavo ancora quelle ore di puro relax, con idromassaggi strategici e silenzi rigeneranti, il tutto condito da una piacevole tranquillità.
Poi, dopo aver visto qualche post sui social di influencer (che immagino pagati giusto 40 denari) decanto-sbrodolanti, mi sono detto: “Dai, regaliamoci un po’ di tempo per staccare la spina!”
L’acquisto online (128 euro di speranza)
Acquisto online: 128 euro per quattro persone, con ingresso dalle 15:30 alle 19:30. Quattro ore di relax sembravano giuste, no? Già sognavo il vapore caldo e il benefico silenzio termale…
L’accoglienza “simpatica”
Appena arrivati, la prima sorpresa: la robusta banconista con la faccia di uno che ti deve un favore dal 1978 mi guarda e, con poca diplomazia, dichiara che non esiste alcuna nostra prenotazione. Inutile dire che le ho prontamente consigliato di cercare meglio. (Spoiler: la prenotazione c’era, ma ci voleva un microscopio o un po’ più di buona volontà per trovarla.)
La seconda cosa che mi viene detta è che alle 19:30 dobbiamo essere “fuori” dalla struttura: niente straordinari in vasca. Il che significa dover abbandonare le piscine almeno mezz’ora prima, tra docce, asciugatura e quant’altro. Diciamo che un orologio countdown in testa era l’ultima cosa che volevo.
Alla conquista di un lettino
Entro nel cuore del complesso, dove si trovano le vasche. La situazione è, come dire, affollata? Forse è più calzante “un guado di ippopotami e scimmie urlanti”. Tra le urla dei bambini e i richiami delle mamme stile altoparlante in un centro commerciale, l’atmosfera di relax si è subito dissolta come nebbia al sole.
Dopo un’ardua ricerca, riusciamo a scovare giusto due lettini liberi (peccato che noi fossimo in quattro). Il manuale del “Come non farsi prendere dalla disperazione in un luogo di relax” non dava istruzioni valide per questa scena.
Idromassaggio, questo sconosciuto
“Facciamo un bel bagno caldo, e rilassiamoci almeno in idromassaggio!” mi ripetevo. Più facile a dirsi che a farsi: le postazioni massaggianti sembravano riservate a gruppi familiari di dimensioni degne di una comitiva turistica. Madri con tre figli invadevano senza pietà ogni angolo di bolla. Sarei quasi tentato di chiedere loro se vendessero biglietti extra per l’ingresso ai getti idromassaggio.
Dove stanno le regole?
Per non parlare del discorso cuffia obbligatoria. Evidentemente sono rimasto l’unico a leggerla la regola, perché in acqua ho visto (devo dirlo poche ma sempre troppe) capigliature di ogni foggia e colore, sventolare come stendardi.
Alla fine ho pensato che forse era una semplice scritta decorativa sul cartello d’ingresso: “Cuffia obbligatoria” è un messaggio a scopo puramente artistico.
Il momento “food”: tutto esaurito
Dopo la nostra nuotatina nel guado, la fame fa capolino. Ci dirigiamo al bar per tamponare il languorino e ci viene comunicato che è praticamente tutto finito. Rimangono solo delle mini-crêpes dal “popolare” prezzo di 5 euro cadauna. Visto che abbiamo pagato fior di quattrini per meno di 4 ore di “Relax” (32 euro a testa), ci siamo detti: “Che sarà mai, almeno consoliamoci col sapore di una crêpe!”
L’ora di fuggire
Non c’è più traccia del relax degli anni passati e, alle 18, decidiamo di mollare il colpo. Entrati alle 15:30, ci hanno già fatto pressione con orari e limitazioni, quindi la resa è inevitabile. Il ricordo di quelle Terme Theia rilassanti di un tempo oramai mi scivola via tra i flutti: qui è più un parco acquatico in miniatura, popolato da famiglie, bimbi urlanti e post social pieni di foto smaglianti ma ingannevoli.
Conclusione “influenzata”
Il mio consiglio? Non fatevi abbindolare dai post degli pseudo-influencer su Instagram, quelli che per un ingresso gratuito (o poco più) scriverebbero la qualunque.
Ricordatevi: se cercate il relax termale, forse le Terme Theia, in alta stagione o in periodi affollati, non fanno più al caso vostro. Sì, un tempo forse erano un angolo di pace… ora, di quell’atmosfera ci rimane solo il vago ricordo.
Se siete pronti a tutto, rumore compreso, allora mettetevi l’anima in pace, munitevi di pazienza. Ma se cercate davvero il silenzio e il relax, forse è il caso di guardare altrove.
E adesso?
Per me, quest’esperienza è stata un bagno — letteralmente — di realtà. E, ahimè, di acqua calda in mezzo a troppe persone. Ognuno tragga le proprie conclusioni: forse tornerò infrasettimanale, sperando che la situazione migliori. Nel frattempo, mi godo il ricordo di un tempo che fu… e la certezza che i social non sempre raccontano tutta la verità.
