In vacanza avvistando animali selvatici: dove e come?

Vacanze ed animali selvatici

Vacanze: è possibile unire in questa parola esperienze rilassanti e avventurose, alla scoperta di animali selvatici da cogliere nei loro habitat naturali?

Ovviamente sì, e sembra essere proprio questo il nuovo trend per le vacanze estive, italiano e non solo.

 

Crociere di ricerca nel Mediterraneo

In barca a vela, non ci si annoia mai. Eppure, nel caso si desiderino esperienze ancora più emozionanti e coinvolgenti, è possibile dedicarsi a delle autentiche crociere di ricerca: una versione ancora più naturalistica della classica gita in barca, dedicata tutta alla possibilità di incontrare le otto specie di cetacei (più qualche extra) che abitano buona parte del Mar Mediterraneo.

Se l’idea di fondo è quella di aiutare il turista a staccarsi dalla corrente classica del turismo di massa e avvicinarlo a destinazioni poco note e a esperienze meno banali, queste crociere centrano decisamente l’obiettivo.

Si tratta di crociere di ricerca a tutti gli effetti, che uniscono la possibilità per i turisti di avvistare cetacei meravigliosi alla possibilità per gli studiosi di raccogliere dati riguardo il comportamento di questi animali.

Tra le mete più suggestive, si può citare un tratto di mare compreso tra la Sardegna e la costa ligure: il Santuario Pelagos, particolarmente frequentato da balene e delfini.

Si tratta di una porzione di Mediterraneo dove questi avvistamenti sono tutto meno che improbabili, specie se ci si allontana parecchio dalla costa.

In aggiunta, talvolta possono essere avvistate anche specie “in visita”, come capodogli o, di recente, anche balene grigie, solitamente rintracciabili soltanto nelle acque dell’Oceano Pacifico.

 

Tartarughe Caretta Caretta in Salento

Recentemente, inoltre, una tartaruga Caretta Caretta ha deposto le sue uova in una spiaggia di Torre dell’Orso, lungo la marina di Melendugno, in provincia di Lecce.

Il tratto di costa, dalle spiagge argentate e dal mare limpido grazie alle correnti del canale di Otranto, è stato subito messo in sicurezza dalla Guardia Costiera e le altre associazioni naturalistiche del Salento, con l’obiettivo di proteggere l’area fino alla schiusa delle uova.

Non si tratta di un’operazione anomala, perché in Salento si è soliti predisporre delle protezioni attorno alle nidiate, così che le tartarughe possano deporre le loro uova in sicurezza.

La tartaruga Caretta Caretta è l’esemplare più comune di tartaruga nel Mar Mediterraneo, anche se a rischio di estinzione, per via delle minacce che la specie subisce in tutta l’area (ad esempio, a causa delle reti da pesca).

Non è un caso che sempre in Salento – nello specifico a Porto Cesareo (Lecce) e Torre Guaceto (Brindisi) – siano state condotte nell’ultimo anno operazioni per il salvataggio di una decina di tartarughe marine.

Data la premessa, è bene valutare la possibilità di una vacanza nelle località del mar Ionio, principale meta delle tartarughe Caretta Caretta per la deposizione e schiusa delle uova.

È logico supporre perché sia necessario mettere in sicurezza l’area: sebbene sia uno spettacolo toccante, l’apertura delle uova e i primi momenti di vita delle testuggini non attirano soltanto l’attenzione dei curiosi.

Scongiurarne l’estinzione è dunque un obbligo per tutte le associazioni naturalistiche della zona.

 

Vacanze responsabili a contatto con la fauna

Le vacanze alla scoperta della natura sono tra le più emozionanti che si possano desiderare, ma a patto di farle con criterio e rispetto.

Se, di base, l’opzione migliore è quella di ammirare gli animali allo stato brado, un’altra scelta potrebbe essere quella di farne esperienza in luoghi dove possano sentirsi a loro agio e non siano alterate le loro abitudini.

Ovviamente, anche il visitatore ha una sua responsabilità nel mantenimento di questo equilibrio. Alcuni accorgimenti che dovrebbe seguire sono i seguenti:

  1. Mantenere le distanze dagli animali, sebbene la tentazione di avvicinarsi spesso sia incontrollabile, per via dell’innata tendenza umana a entrare in contatto con la natura. Sebbene esistano delle località che puntano la loro pubblicità sulla possibilità di avvicinarsi molto agli animali, è bene diffidarne, perché simili atteggiamenti spesso danneggiano gli animali stessi.
  2. Cercare santuari di animali selvatici, ossia località non contaminate dall’uomo e protette, dove imparare e osservare le abitudini di animali difficili da trovare allo stato brado. Ovviamente, sarà necessario valutare queste iniziative, per capire se agli animali è concesso il giusto spazio per vivere.
  3. Non dare da mangiare agli animali, malgrado le migliori intenzioni che possano animare quel gesto. Le abitudini di riproduzione e migrazione ne risulterebbero intaccate, e crescerebbe la dipendenza dell’animale nei confronti dell’uomo. Il risultato potrebbe essere un’aumentata aggressività.

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