Le Langhe sono con ogni probabilità, una delle zone maggiormente conosciute del Piemonte. Questo territorio è famoso per il buon cibo, vino, le ottime grappe piemontesi e il tartufo. Le Langhe non sono solo buon cibo e ottime bevute, ci sono anche posti stupendi da visitare, non solo Alba, città considerata come capitale ma decine di paesi e piccoli borghi da visitare. 

 

Dove alloggiare nelle Langhe

 

Vi consiglio di alloggiare in centro ad Alba e se volete risparmiare, prendete un appartamento in affitto anziché un albergo. Potrete così essere più liberi, visitando anche i borghi e paesini in collina o cenare più tranquillamente in città muovendovi a piedi.

 

Se siete invece alla ricerca di un’atmosfera più tranquilla, potete scegliere un alloggio in un borgo che circonda Alba, città raggiungibile in pochi minuti. Potrete trovare un alloggio in alcune ex locande, in aziende agricole o agriturismi immersi nella natura.

 

Se siete in macchina questa seconda opzione è molto consigliata per potervi godere il panorama ed essere decisamente più comodi per il parcheggio. Potrete inoltre raggiungere facilmente i molti vigneti, castelli e casali, che sono visitabili e dove spesso sono previsti degli assaggi o dei veri propri tour enogastronomici.

 

Cosa vedere nelle Langhe

 

Cosa vedere nelle Langhe Castello Grinzane Cavour

1. Grinzane Cavour

 

Si trova a soli 5 Km dalla città di Alba ed è uno dei castelli delle Langhe, con la miglior vista delle Langhe. Internamente ha la sua sede l’Enoteca Regionale Piemontese “Cavour”. Con ogni probabilità, conoscerete questo castello perché ogni anno è qui che si tiene l’asta mondiale del tartufo bianco d’Alba. Si tratta di uno dei maggiori eventi mondiali nel settore enogastronomico, in grado di richiamare persone da tutti gli angoli del mondo.

 

2. Alba

 

Alba è una città piccola a misura d’uomo che ha una popolazione di circa 30.000 abitanti. Il centro parte da Piazza Savona, che si collega a Piazza Risorgimento, chiamata da tutti piazza Duomo visto che ospita quest’importante luogo di culto, grazie a via Vittorio Emanuele familiarmente chiamata Via Maestra. Questa via è pedonale ed ospita i negozi più interessanti della città. In Piazza Duomo potete trovare anche l’ufficio turistico, oltre che alcuni ristoranti dai prezzi interessanti e localini dove poter assaggiare le premiate grappe piemontesi Sibona. 

 

Visitare le Langhe per assaggiare la grappa piemontese Sibona

 

Le grappe prodotte da quest’azienda, possono vantare una tradizione di tutto rispetto, dato che possiede la vecchia licenza di distillazione N° 1, che venne rilasciata dall’U.T.F, organo che vigila sulle attività delle distillerie. Questa grappa nasce in un territorio dalla grandissima tradizione vitivinicola ed è frutto dalla distillazione delle vinacce della zona. Viene invecchiata in tonneau, oppure in botti in legno differenti, come quelle speciali di Porto, Madeira e Sherry e Tennessee Whiskey. Assolutamente da provare e gustare.

 

3. Barolo e Barbaresco

 

Questi due borghi sono famosi da sempre per la produzione dei due omonimi vini. Barolo è veramente piccolo, questo borgo consta di 747 abitanti che vivono e lavorano nei vitigni circostanti. Potrete visitare il Castello e il curioso museo del cavatappo.

 

Visitare le Langhe e bere il barolo un vino piemontese

 

Barbaresco domina la valle del Tanaro, irrequieto fiume che si trova ai piedi del borgo. A Poca distanza sono presenti poi due castelli, Govone e Guarene. Dall’autostrada A33 potrete vedere la torre di Barbaresco. Anche questo borgo è piccolo e produce un vino più pregiato rispetto al Barolo, molto ricercato e apprezzato dagli intenditori.

 

4. Pollenzo

 

Pollenzo può vantare una storia molto antica, che risale agli antichi romani. Potrete trovare moltissime testimonianze di questi ultimi 2 millenni, ma senza dubbio la residenza sabauda è tra le più importanti. Il castello di Pollenzo, fu voluto da Carlo Alberto ed era una residenza sabauda molto importante. Nel 1997 venne dichiarata dall’ UNESCO, patrimonio dell’umanità e qui, nel 2004 venne fondata da Slow Food la sola ed unica Università di Scienze Gastronomiche al Mondo.

 

Cosa mangiare nelle Langhe

 

Formaggi:

 

cosa mangiare nelle Langhe il formaggio bra duro

 

Lasciatevi tentare da un tagliere di formaggi, nelle Langhe se ne producono diversi: robiola, il Murazzano, il Bra tenero che è un formaggio fresco, il Bra duro che invece è stagionato ed il bross. Benche non sia prodotto delle Langhe, ma delle zone limitrofe il Castelmagno è spesso servito oppure ingrediente impiegato in moltissime ricette della cucina Langhetta. Si tratta di un formaggio stagionato a grana, utilizzato a volte al posto del grana padano o del parmigiano. 

 

Nocciole:

 

Cosa mangiare nelle Langhe le nocciole del piemonte

 

Circa un terzo della produzione della provincia di Cuneo di nocciole, si ha nelle Langhe, se ne producono quasi 80 mila quintali l’anno. La varietà prodotta è un IGP dal 1993 e si chiama Tonda Gentile delle Langhe, molto apprezzata in cucina, per via del suo sapore molto delicato, ottima resa dello sgusciato ed eccellente pel abilità. Altra caratteristica da non sottovalutare è la sua attitudine ad essere lungamente conservata.

 

Queste caratteristiche erano note ai pasticceri torinesi di inizio ‘900, il primo che si accorse di questo fu’ Michele Prochet. Infatti cosa sarebbe la gianduja, senza la scoperta dei pregi organolettici della nocciola? La cioccolata insaporita con la nocciola delle Langhe ha quel tocco in più, che la apprezzare in tutto il mondo. Dagli anni ’30 la richiesta crebbe al punto, da spingere gli agricoltori a coltivarla in modo professionale, piantando i noccioli. 

 

Per fortuna il prodotto è tutelato dal 1993, come abbiamo detto la concorrenza è combattuta grazie all’Indicazione Geografica Protetta con la denominazione di Nocciola Piemonte destinata alle sole cultivar Tonda Gentile delle Langhe.

 

Il Tartufo bianco d’Alba

 

cosa mangiare nelle Langhe il tartufo bianco di Alba

 

Il tartufo bianco è sicuramente la stella della cultura enogastronomica della zona. Le langhe sono la zona migliore per la raccolta sei tartufi bianchi e della qualità meno pregiata quello nero. Il tartufo di queste zone è il migliore al mondo.

 

Ma cos’è il tartufo, che riesce a muovere un giro d’affari di milioni? Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che nasce, cresce e vive sotto terra. Il frutto ricorda molto un tubero, rivestito da una sorta di corteccia che si chiama peridio. Si tratta di un fungo molto raro e questo ne fa’ lievitare il prezzo a dismisura. 

 

Nasce attorno alle radici di alcuni tipi di albero, e tramite esse si nutre assorbendo acqua e da sali minerali. Il tartufo entra in piena e stretta simbiosi con gli alberi, che forniscono riparo e nutrimento, creando un habitat molto particolare. 

 

Solitamente è chiamato bianco, anche se a dire il vero il suo colore varia leggermente in base all’albero che gli ha fornito riparo. Il colore base è il bianco, che può avere venature rosate, oppure può essere grigio che tende al marrone. Gli alberi attorno ai quali cresce per lo più pioppo, tiglio, quercia, salice e in rari casi, perfino ai piedi delle viti.

 

C’è uno specifico periodo in cui il tartufo cresce: la ricerca inizia il 21 settembre e dura fino al 31 dicembre anche se la sua maturazione piena si ha attorno alla metà d’ottobre. Per questo vi sconsiglio di acquistare il tartufo in periodi differenti, perché si tratta di tartufi falsi oppure illegali.