Trulli, nuraghe e tholos, il turismo archeo-storico da scoprire

Turismo archeo-storico

Turismo: l’Estate si avvicina, e con essa il desiderio di sole, mare e movida nelle città più in voga? Sì, certo, ma non solo. Il turismo è prima di tutto un’esperienza da vivere e, alle volte, rivivere la grandezza e la semplicità del proprio passato può rivelarsi davvero emozionante e suggestivo.

In questi casi, si può parlare di turismo archeo-storico, una forma di turismo culturale che ha dei centri di punta particolarmente importanti e caratteristici proprio in Italia.

Dal Sud al Nord Italia, sono tanti i siti archeologici e culturali che si possono visitare (e non solo) per scoprire tante bellezze archeo-storiche. Queste, alle volte, sono tanto tipiche e riconoscibili da essere entrate nell’immaginario collettivo italiano ed europeo.

 

Puglia: la regione dei trulli

I trulli sono tipiche costruzioni della regione pugliese, entrate ormai nell’esperienza del turismo mondiale: sono costruzioni tanto preziose da essere state proclamate patrimonio dell’Unesco, nel 1996. Alberobello, in tal senso, spicca come il centro più rappresentativo dei trulli in Puglia: è bene ricordare, ad ogni modo, che non tutti i trulli della regione si trovano ad Alberobello, e che ce ne sono di sparsi anche a Bari, Brindisi e Taranto.

Si tratta di piccole costruzioni in pietra bianca (simbolo di purezza) sovrastate da un cono grigio, chiuso da comignoli e pinnacoli.

Sembrano strutture dalle dimensioni contenute, ma al loro interno è possibile- come è stato fatto – allestire nicchie e soppalchi per raddoppiare lo spazio a disposizione.

Molti sono stati adibiti a caratteristici negozi di souvenir; da questi, è possibile affacciarsi e godere del bellissimo panorama circostante.

Questo, senza contare la possibilità di affittare un trullo nei pressi di Alberobello, Locorotondo e Martina Franca (le zone più ricche di trulli) e soggiornarvi per il tempo desiderato. I turisti possono dunque approfittare di tutte le esperienze locali (dalla cucina, alle degustazioni, passando per le escursioni in zona), soggiornando proprio nella più tipica delle costruzioni del posto.

 

Sardegna: terra di nuraghe

Salendo di latitudine, e guardando a Ovest, sull’isola di Sardegna, è possibile trovare un’altra ottima destinazione per un po’ di turismo culturale.

In Sardegna, infatti, si trovano i nuraghe, alcune fortezze tipicamente sarde risalenti al secondo millennio a.C. (resistite nelle loro funzioni di difesa fino all’epoca romana). In Sardegna, se ne trovano circa seimila.

Le nuraghe – come i trulli – sono costruite con blocchi di pietre posati a secco (cioè senza malta), disposti in genere su alture nei pressi dei principali centri abitati dell’epoca.

Data la loro funzione militare, spesso servivano proprio per tenere d’occhio gli accessi ai villaggi vicini. Le dimensioni di alcuni di questi fortini sono piuttosto ridotte, ma altri nuraghe – come quelle della zona di Torralba – possono raggiungere altezze di 22 metri: in breve, delle vere fortezze, articolate in torri collegate tra loro.

Anche i nuraghe sono diventate patrimonio mondiale dell’Unesco, nel 1997. In queste strutture, è possibile soggiornare, facendo tappa nei diversi villaggi nuragici seguendo uno dei tanti itinerari disegnati sulle mappe locali. Ce ne sono vari, sparsi in tutte le zone dell’isola, che aspettano solo di essere visitati.

 

Abruzzo: tholos da scoprire

Ripiegando nella penisola, nello specifico nella provincia di Pescara, si trovano i tholos. Si tratta di abitazioni silvo-pastorali, realizzate con una tecnica di costruzione a secco; dunque, anche in questo caso, senza l’uso di malta: le pietre erano poste semplicemente le une sulle altre, in maniera da creare un cono. Questa struttura circolare era solitamente utilizzata come dormitorio e luogo per la mungitura.

Nelle zone vicine, sono stati ritrovati resti di terrazzamenti agricoli: questo dato ha lasciato intendere che gli abitanti dei tholos non erano i pastori che attraversavano la zona (poiché spesso si spostavano insieme alle greggi), bensì proprio gli agricoltori locali (che vivevano delle coltivazioni dei campi vicini e del pochissimo bestiame a disposizione).

A riprova di ciò, sono stati trovati – dentro i tholos stessi – anche alcuni magazzini con dentro gli attrezzi agricoli utilizzati dagli abitanti.

La zona della Majella è poi particolarmente suggestiva, specie nella stagione delle nevi: infatti, quando la neve si posa sugli alberi vicini e sulle pietre dei tholos stessi, si crea un’atmosfera quasi magica; certamente, bisogna stare attenti a non avventurarsi in escursioni in solitaria, specie se nevica.

Le escursioni in compagnia, invece, se guidate da qualche abitante esperto, sono adatte a godere dei bei paesaggi circostanti: salendo di quota, inoltre, il terreno si fa adatto anche alle piste da sci, altra attrazione locale. 

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